E'scomparso da poco a Roma il 16 gennaio scorso, all'età di 90 anni, uno degli ultimi testimoni più ravvicinati dell'attentato a San Giovanni Paolo II in piazza san Pietro.

Angelo Gugel, fedelissimo aiutante e uomo-ombra di papa Wojtyla era anche lui sulla papamobile scoperta quel mercoledì pomeriggio di 45 anni fa, il 13 maggio 1981, quando durante quella che si presentava come una ordinaria udienza dedicata ai fedeli, il Papa polacco fu drammaticamente raggiunto da due colpi di pistola sparati dal sicario turco Alì Mehmet Ağca.

Tutto avviene in pochi attimi, che avrebbero potuto cambiare il corso della storia: Giovanni Paolo II intorno alle 17 fa il suo ingresso in piazza, saluta e benedice i fedeli dalla Fiat Campagnola scoperta adibita a Papamobile, quindi si ferma brevemente per abbracciare Sara Bartoli, una bambina di un anno e mezzo, accompagnata dalla madre Luciana e dal parroco don Raffaele. Alle 17 e 17 esatte il dramma: viene ferito, raggiunto da due proiettili esplosi da Ağca, uomo - come si scoprirà di lì a poco - appartenente al gruppo di estrema destra turco dei Lupi Grigi. Per sparare utilizza una pistola Browning HP 9mm Parabellum. Di colpo, sulla piazza cala il gelo. I colpi sparati da Ağca raggiungono l'addome del Papa, perforando varie volte il colon e l'intestino tenue. Wojtyla si salverà e il proiettile deviato verrà persino consacrato dallo stesso Pontefice polacco alla Madonna di Fatima, che riteneva la sua protettrice.