Le radici comuni dell'umanità, senza confini geografici e temporali, attraverso un dialogo tra oltre 400 opere, testimonianze di culture e civiltà del mondo, da un passato lontanissimo - un rarissimo meteorite pallasite risalente a 4,5 miliardi di anni fa - fino alle espressioni più attuali dell'arte, con lavori di Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, Nino Vascellari o Arcangelo Sassolino.
È un percorso carico di sorprese la mostra "Collecto", la proposta ideata per dare il via alle attività del "Palazzo delle Arti e delle Culture", aperto dalla Fondazione Giancarlo Ligabue, a Venezia, a dieci anni dalla sua istituzione.
"L'esposizione che abbiamo pensato - ha detto Inti Ligabue, presidente della Fondazione - nasce da un'idea semplice ma profonda: l'origine dell'umanità è condivisa, ed è in questa radice comune che risiedono la nostra forza e la nostra identità".
È un percorso che "tocca mondi diversi ma interconnessi" che prende il via dalle origini della Terra con una massa di ferro e nichel che ha percorso nello spazio più di 160 milioni di chilometri prima di cadere sulla Terra e focalizza l'attenzione, attraverso le altre opere e reperti presentate, su oltre 20mila anni di storia umana.






