Una riforma organica e strategica del commercio veneto attesa da anni, che risponde in maniera mirata alle trasformazioni del settore. È quanto promette il disegno di legge “Disciplina del settore commercio nella Regione del Veneto”, recentemente approvato all'unanimità in Giunta, che va a regolare l'intero sistema economico regionale. Tra i pilastri della riforma c'è la semplificazione amministrativa: "Sburocratizziamo e lo facciamo attraverso il Suap", ha dichiarato all'ANSA l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al commercio, Massimo Bitonci, sottolineando come lo Sportello unico viene rafforzato come unico punto di accesso per le imprese, "e ampliando l’utilizzo della Scia, per facilitare l’attività delle imprese e ridurre i tempi burocratici". Allo stesso modo, un punto cruciale è il sostegno agli esercizi economici di vicinato, che a causa dello sviluppo di e-commerce e grandi catene hanno visto una netta contrazione negli ultimi anni nei centri storici. Con la riforma "finanzieremo i distretti del commercio attraverso 10 milioni di euro - ha evidenziato Bitonci -, e questo non solo per l'organizzazione di eventi territoriali, ma anche per formare gli esercenti sul campo del commercio online". La legge introduce anche strumenti più incisivi per governare l’abnorme sviluppo delle medie e grandi strutture di vendita, con le medie strutture limitate a soli 400 mq, prevedendo valutazioni preventive sull’impatto urbanistico, ambientale e viabilistico, oltre all’estensione degli oneri di sostenibilità. Parallelamente, il disegno di legge incentiva con forza il contenimento del consumo di suolo, privilegiando il recupero di aree dismesse e degradate: una linea che guarda allo sviluppo, ma non a scapito del territorio. Non meno importante è il capitolo dedicato alla transizione energetica della rete distributiva dei carburanti: le stazioni diventano infatti veri e propri hub di servizi alla mobilità. La riforma regola, con limiti precisi, anche la somministrazione non assistita di alimenti nei negozi di vicinato "che potrà essere effettuata in piedi e solo con prodotti pronti" e nel caso l'attività fosse a norma con servizi igienici e uscite di sicurezza "si può valutare anche la possibilità di inserire delle sedute interne", ha precisato l'assessore. E in un settore in crisi come quello della stampa, la Regione sceglie di non introdurre nuovi vincoli, confermando la liberalizzazione. I punti vendita potranno continuare a diversificare l’offerta e accedere alle misure di sostegno del commercio tradizionale.
La riforma veneta del commercio, tra semplificazione e tutela del territorio - ANSAit - Ansa.it
Bitonci, 'sburocratizziamo e sosteniamo gli esercizi di vicinato' (ANSA)






