di Micaela Fanellimartedì 12 maggio 20264' di letturaScrive di sé in terza persona sui diari in cui mette nero su bianco che «odia e soffre ogni volta che dà un dispiacere ai suoi genitori». Gli inquirenti costruiscono un impianto accusatorio e scavano nella psiche di Andrea Sempio, indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti con l’accusa di aver ucciso, il 13 agosto del 2007 a Garlasco, Chiara Poggi. Conclusioni che poggiano su indizi - a loro volta - basati su soliloqui, manoscritti e ricerche che il 38enne avrebbe fatto sul delitto, nevrotizzandolo e continuando a evocarlo.Ma c’è un nuovo indizio a carico di Sempio che emerge dalla rilettura di un’intercettazione del 2017- quando fu una prima volta indagato e poi archiviato- nella quale, per gli inquirenti, l’amico storico di Marco Poggi «sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio». Nella trascrizione dell’audio si legge: «È successo qualcosa quel giorno ... inc... era sempre lì a casa... inc... io non so se lei ha detto che lavorava... inc... però cazzo, oh... inc... alle nove e mezza a casa... inc».I TEMPI
E dunque, la procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, nell’inchiesta bis che contesta a Sempio di aver ucciso Chiara per un rifiuto a un approccio sessuale, oggi riconsidera queste vecchie intercettazioni, ritenute all’epoca non rilevanti, insieme alle nuove captazioni dei mesi scorsi, ora note. Ed esclude dalla scena del crimine Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima e unico condannato in via definitiva a 16 anni.Gli inquirenti stanno dunque ricostruendo una nuova storia relativa all’omicidio. In questo quadro si inserisce anche la perizia di Cristina Cattaneo, docente ordinaria di Medicina Legale all’Università Statale di Milano, la stessa che ha ridefinito la finestra temporale in cui può essere avvenuto l’omicidio: secondo la consulenza, Chiara disattivò l’allarme della villetta alle 9.12, e calcolando i tempi di digestione della colazione consumata quella mattina, calcolo reso possibile dall’analisi autoptica del cibo ingerito dalla vittima, sostiene che «alle 9.45 Chiara Poggi era viva». Ragion per cui, è «del tutto irragionevole che possa essere stata uccisa da chi alle 9.35 era a casa propria davanti al proprio computer, a 1,7 chilometri di distanza dalla vittima», riferendosi in questo senso ad Alberto Stasi. Una nuova ricostruzione che, dunque, fornirebbe al fidanzato di Chiara - come detto, condannato come autore dell’omicidio - un alibi solido. La perizia fissa poi in un arco di tempo fra i 15 e i 20 minuti la durata della violentissima aggressione.Garlasco, i 45mila euro consegnati in contanti: chi può incastrare Andrea SempioGuerra di versioni tra gli ex avvocati di Andrea Sempio. In ballo ci sono 45mila euro pagati in nero ai tre legali, subi...Questa nuova consulenza tecnica ricostruisce il massacro anche con l’ausilio di ricostruzioni 3D e avatar: la colluttazione, i colpi nel salotto, la ragazza trascinata per le caviglie, sbattuta a terra, colpita frontalmente in ginocchio e infine massacrata con i colpi più violenti alla nuca sul gradino della cantina. Dopo l’omicidio, l’assassino sarebbe scappato dopo aver lavato l’arma del delitto sotto il lavandino della cucina (dove resta una macchia di sangue da gocciolamento) e averla presumibilmente avvolta in un asciugamano.IL FRATELLO CONTESTA











