Rai ha deciso di scommettere sulla Tv “senza antenna”: quella che viaggia via Internet, che approda sulle smart Tv, gratuita per l’utente e sostenuta dalla pubblicità. Si chiamano canali “Fast” e per Viale Mazzini non sono più un esperimento tanto laterale. Certo, non si immaginano fonti di ricavo enormi né esplosive, soprattutto nella prima fase. Ma Rai Com, braccio commerciale del gruppo, guidato dall’ad Giuseppe Santo e presieduto da Claudia Mazzola, ci sta lavorando da qualche tempo. E infatti ha acceso su Samsung Tv il primo canale sulla serie “Un medico in famiglia”. Ora prepara nuovi canali monotematici su intrattenimento, documentari e, dove i diritti lo consentiranno, cinema. Prima potrebbe esserci lo start di un canale con la Lega Basket: «Nell’arco di pochi mesi dovrebbe partire», dice Santo.
La logica è semplice: sfruttare l’innovazione, ma anche mettere a reddito la memoria. «I canali Fast – spiega Santo – sono una modalità per noi di sfruttamento ulteriore di quelli che sono i contenuti della Rai. Abbiamo una library profondissima di contenuti non più attuali che, però, in questo segmento possono essere sfruttati». I costi di gestione di questi tipi di canale sono abbastanza contenuti. E sono «facilmente gestibili e facilmente anche misurabili – sottolinea l’ad di Rai Com – perché essendo su Ip sono facilmente misurabili anche sul rendimento che hanno». Se il pubblico risponde, il prodotto resta; se non funziona, si cambia il palinsesto.







