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Manco il tempo di ottenere il rinvio a giudizio e, a quanto pare, già la prima “prova” presentata dagli inquirenti e dai procuratori crolla sotto i colpi delle banali analisi della difesa. Roba grossa. Avete presente il foglietto scritto da Sempio e buttato nel cassonetto? Erano parole a caso (cane, cucina, assassino) che per i pm “si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi”. Peccato che Gianluigi Nuzzi abbia scoperto che in realtà si trattava con ogni probabilità di un appunto che Andrea si era fatto per rispondere, via audio, a una domanda che il giornalista gli aveva fatto. Gli serviva un audio da mandare durante uno spettacolo teatrale e Sempio lo aveva realizzato, appuntandosi l’elenco delle cose da dire. Ora. Ha ragione Nuzzi? Vedremo. Ha ragione la procura? Dubito. Ma in ogni caso quel foglietto con parole scritte a caso, per quanto suggestive, non prova nulla. Nulla. E nemmeno il fatto che lo abbia buttato altrove.






