"Credo si siano realizzati due percorsi", racconta il primo cittadino. "Il nostro è un percorso nato nel secondo dopoguerra, quando le donne uscite dalla Resistenza, organizzate nell'Udi ma anche con la collaborazione delle donne cattoliche e delle parrocchie, hanno cominciato a volere scuole che non fossero soltanto luoghi dove i bambini venivano custoditi, ma veri luoghi di formazione e di crescita". Il sindaco ricorda come già allora l'educazione fosse considerata "un caposaldo della nostra comunità". "Al centro c'è il bambino come persona competente, con dei diritti, che può esprimersi con cento linguaggi", spiega Massari. "Non come un contenitore da riempire di nozioni, ma come una persona che può parlare, scambiare, relazionarsi con gli altri e costruire relazioni". Per il sindaco, "è importantissimo che la principessa Catherine abbia messo al centro della sua visione l'educazione dei bambini piccoli". Da qui la decisione di visitare Reggio Emilia. "Ha incontrato sulla sua strada l'esperienza del Reggio Approach, nota in tutto il mondo", osserva Massari. "È stata questa combinazione che ha portato a questa visita. Vuole toccare con mano l'esperienza delle nostre scuole e dei nostri nidi. Vuole capire, conoscere, sperimentare e rafforzare una collaborazione che è già in essere da anni con il Regno Unito".