Roma, 11 mag. (askanews) – Forte preoccupazione per la scenario critico che si è determinato nella provincia di Bari, dove la sospensione dello status di zona indenne per MTBC (tubercolosi bovina complessa) si traduce oggi in un obbligo di identificazione totale degli animali tramite marca auricolare e bolo endoruminale che, con l’imposizione dell’impianto su oltre 60.000 capi bovini. Un obbligo che si configura, secondo Coldiretti Puglia, come una misura logisticamente ed economicamente insostenibile, destinata a mettere in seria e immediata difficoltà l’intero sistema delle imprese zootecniche del territorio.
La questione è stata oggetto di confronto, nel corso dell’ultima riunione istituzionale alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Pentassuglia e dell’assessore all’Agricoltura Paolicelli, con Coldiretti Puglia che ha richiesto l’attenuazione delle misure nel periodo iniziale ed una programmazione utile alle aziende zootecniche per organizzarsi. È stato comunicato che la provincia di Bari ha subito la sospensione dello status di “zona indenne”, con la concreta prospettiva che qualora entro il 31/12/2026 non si registrino miglioramenti significativi si possa arrivare alla perdita definitiva del riconoscimento e alla conseguente classificazione come “zona non indenne”.






