TOMBOLO (PADOVA) - Un balzo di 40 milioni di euro in un anno. Corre la padovana Centro Carni Company, l’industria della lavorazione della carne bovina, specializzata nel disosso. Mentre guarda con attenzione alla catena di fornitura. Da un lato per coordinarne i componenti, «e farli funzionare come gli ingranaggi di un orologio». Dall’altro per crescere: «Valutiamo di allargarci in ottica di filiera». Di acqua ne è passata sotto ai ponti da quel fatidico 1890, quando due famiglie avviarono una collaborazione nel commercio del bestiame vivo. I Pilotto e i Beghetto, i cognomi tra più diffusi nell’anagrafe del Comune di Tombolo. Dove il commercio della carne è insito nel dna degli abitanti. Del resto il paese è conosciuto per due ragioni: per aver dato i natali a Ennio Doris e per la trattoria “Ai mediatori”.
Un pezzo di storia, oltre che testimonianza di un passato dove il commercio della carne era attività diffusa, capace di garantire benessere a diversi tombolani. Ed è proprio nel solco di questa storia che va collocata la vicenda di Centro Carni Company. Oggi, dopo la costituzione della società nel 1979, è presieduta da Giovanni Pilotto, tra i discendenti di quei venditori di carne dell’Ottocento. Con 174 dipendenti (per il 43% donne), 13,5 mila metri quadrati di stabilimento, riesce a lavorare ogni giorno fino a 80 tonnellate di carne. Tant’è che ha chiuso il 2025 a 210 milioni di ricavi, in crescita del 20% rispetto ai 174 del 2024.







