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l caso della musicista statunitense, direttrice dell'Orchestra Sinfonica di Baltimora per 14 stagioni, ha molti punti in comune con il caso Venezi. Ma una conclusione opposta: che può servire da lezione…

Marin Alsop nel 2005 è una signora di 49 anni. E’ nata a New York. Capelli corti, chiari, tagliati senza concessioni alla forma, il volto dai tratti marcati esprime energia senza impedirle un sorriso solare. Il 18 luglio 2005 diventa “la prima donna direttore d’orchestra nella storia ad assumere la direzione artistica stabile di un ensemble di livello mondiale” scrive il Washington Post: “nonostante la diffusa opposizione dei musicisti” (circa il 90%).

Alla Joseph Meyerhoff Symphony Hall, al 1212 Cathedral Street, a Baltimora, l’orchestra sta provando con il direttore ospite Hugh Wolff. Al termine, il loro presidente James Glicker insieme a Decatur H. Miller, membro a vita del consiglio di amministrazione, salgono sul palco per comunicare che sarà Marin Alsop a sostituire il direttore musicale Yuri Temirkanov. L’annuncio viene accolto da un silenzio glaciale. I musicisti della Baltimore “sono delusi dalla conclusione prematura del processo di selezione del nuovo direttore musicale" - si legge nel loro comunicato. Dai tempi in cui Lorin Maazel fu nominato direttore musicale della Cleveland Orchestra all'inizio degli anni ‘70, con solo il 2% dei musicisti che lo indicava come prima scelta, nessun altro direttore d'orchestra si era trovato ad affrontare un’opposizione così generalizzata da parte dei musicisti – annotava il critico musicale Tim Page. Oggi sembra necessario, dunque, un aggiornamento con la citazione di Beatrice Venezi al Teatro La Fenice di Venezia.