Milano si prepara a diventare, per una sera, il centro della scena internazionale del cocktail. The World’s 50 Best Bars 2026, sarà infatti annunciata dal vivo nel capoluogo lombardo all’inizio di ottobre E sarà la prima volta. È la prima volta che la cerimonia approda in Italia: un passaggio significativo non solo per il premio, ma anche per il ruolo ormai riconosciuto di Milano nella geografia mondiale della mixology. Oltre che un rafforzamento del rapporto con il gruppo The World’s 50 Best con l’Italia, dopo la presentazione a Torino di The World’s 50 Best Restaurants 2025.
Milano, in questo senso, non è soltanto una sede comoda o prestigiosa. È una città che negli ultimi anni ha cambiato pelle anche dietro al bancone: lontana dalla retorica un po’ consumata della “Milano da bere”, ha costruito una scena più articolata, dove convivono grandi hotel bar, cocktail bar di ricerca, locali ad alto volume, secret bar autentici, insegne più accessibili e una nuova generazione di bartender. L’aperitivo resta il punto di partenza, quasi il codice genetico della città, ma oggi quel rito dialoga con un’idea molto più internazionale del cocktail: tecnica, accoglienza, progettazione degli spazi e identità del locale diventano parti della stessa esperienza.







