WASHINGTON. Scadenze: 6 mesi alle elezioni di Midterm; 18 mesi all’inizio delle primarie per le presidenziali 2028; 30 mesi alle elezioni del novembre 2028. Un’eternità, ma non per la politica americana che ragiona su cicli di 4 anni e che all’indomani di un’elezione inizia a pensare all’altra, lontana 48 mesi.

Quelle del 2028 avranno qualche elemento di tradizione – un presidente in uscita e quindi primarie “aperte” anche sul fronte repubblicano – e qualche, molte, incognite.

A partire da chi sarà il prescelto di Donald Trump per raccoglierne l’eredità. Ma è sul fronte democratico che la fibrillazione sale. Nelle ultime settimane due potenziali candidati hanno fatto capire che il 2028 è nel loro target: Kamala Harris, già vicepresidente di Biden e sconfitta da Trump nel 2024; e Andy Beshear, governatore democratico dello Stato rosso porpora repubblicano Kentucky; «Bianco, cristiano e moderato», identikit perfetto secondo alcuni strateghi democratici. «Peccato che sia noioso», confessa, a microfono rigorosamente spento, una esperta democratica di campagna elettorale.

Alexandria Ocasio-Cortez: “Basta con la retorica, legge sul possesso di armi subito”

Ma quel che fa alzare la temperatura è l’esternazione di Alexandria Ocasio-Cortez, paladina progressista, origini portoricane, deputata dal 2018 nelle file democratiche, volto seguito da diverse star sui social. Interrogata da David Axelrod, l’uomo che portò Obama alla Casa Bianca nel 2008, durante un evento a Chicago, AOC per la prima volta non si è sottratta all’idea di correre e lo ha fatto in punta di piedi ma con segnali inequivocabili.