PORTO VIRO (ROVIGO) - «Non volevamo vendetta, ma soltanto giustizia». Mirco Finotto commenta così la sentenza emessa dal giudice per l’udienza preliminare di Rovigo nei confronti dell’uomo accusato dell’aggressione costata la vita alla madre, Lina Boscolo Forcola, 78 anni, vittima di uno scippo avvenuto il 25 settembre 2024 a Porto Viro. Per l’imputato, un 34enne di origine marocchina senza fissa dimora, è arrivata una condanna a 14 anni di reclusione al termine del processo celebrato con rito abbreviato, circostanza che ha comportato la riduzione di un terzo della pena. Una decisione che la famiglia accoglie con sollievo e con la consapevolezza di aver ottenuto il riconoscimento delle responsabilità per una vicenda che aveva profondamente scosso l’intera comunità.
«Siamo felici che la giustizia abbia fatto il suo corso - prosegue Finotto - e sebbene si tratti di una magra consolazione, possiamo dirci soddisfatti della decisione dei giudici».
L’episodio risale oltre un anno e mezzo fa, quando Lina Boscolo venne aggredita e derubata in pieno giorno. Le conseguenze di quella violenza si rivelarono purtroppo fatali. Sin dall’inizio la vicenda aveva suscitato forte indignazione tra i cittadini di Porto Viro, soprattutto perché l’aggressore era già noto alle forze dell’ordine e ai residenti della zona. Secondo quanto ricordato dal figlio, circa un mese prima l’uomo avrebbe compiuto un episodio analogo nel parcheggio di un supermercato cittadino, utilizzando lo stesso modus operandi. «Non era una questione di vendetta personale - riprende Finotto - ma il principio che a ogni azione debba corrispondere una conseguenza».







