CHIOGGIA - Il Ford Transit rosso ha sfondato il muretto che separa la strada dal bacino d’acqua ed è precipitato, piantandosi nel pantano del fondale. Dentro, intrappolati nell’abitacolo che si stava rapidamente riempiendo d’acqua, c’erano nove braccianti agricoli, tutti di origini marocchine, diretti nei campi per la raccolta del radicchio. Tre di loro, il guidatore 32enne Gari Abdelghani, il 35enne Saifi Larbi e il 28enne Mazi Yassin, sono morti annegati. Gli altri sei sono riusciti a salvarsi uscendo dal lunotto posteriore del mezzo, mandato in frantumi per ottenere una via di fuga. Il tutto, è avvenuto ieri mattina poco dopo le 6.30 lungo Strada Margherita, in località Ca’ Lino a Chioggia, nel Veneziano, all’altezza dell’impianto idrovoro Busiola.
A dare l’allarme non sono stati gli occupanti del mezzo, ma un passante residente a Sottomarina, un uomo sulla settantina, che ogni mattina percorre quella strada per raggiungere la propria campagna. «C’erano delle persone sedute sull’erba a fianco al bacino, gridavano e si dimenavano. Poi mi sono reso conto che le urla disperate arrivavano dal furgoncino piantato nell’acqua», racconta. L’uomo stava attraversando il ponticello sopra le chiuse dell’idrovora quando si è accorto che il muretto in pietra che delimita il corso d’acqua era stato completamente abbattuto. «Sono andato piano perché quella strada è pericolosa, ci sono due curve strette e ravvicinate. Ho abbassato il finestrino e ho sentito le grida».












