CHIOGGIA (VENEZIA) - Per ricordare quanto è accaduto sabato mattina all'idrovora Busiola, ora c'è un'alta transenna che va a sostituire temporaneamente il muretto travolto dal Ford Transit e ora franato sulla sponda. Ci sono, a pelo dell'acqua sul bacino e sul canale, le panne assorbenti sparse al di qua e al di là delle chiuse, per evitare che il carburante e gli oli sversati dal furgone possano finire tra le acque destinate ad irrigare le campagne. E c'è una scarpa, con la suola in gomma, che galleggia solitaria. C'è il silenzio, rotto dal passaggio delle auto, che rallentano quando arrivano alla chiusa, giungendo dalla Romea, nonostante siano invitate a correre dal lungo rettilineo che precede la stretta doppia curva.
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Per chi lavora nei campi non esiste sabato, domenica o feste: quando il prodotto è pronto per la commercializzazione va raccolto. I giovani che sabato mattina si erano radunati nel luogo dell'incidente, ieri erano già tornati negli orti, a riempire i cassoni e le cassette di radicchio. Sullo spiazzo dove sabato erano stati adagiati i corpi dei tre giovani, coperti da un lenzuolo, ieri mattina è stata parcheggiata un'auto. Ne sono scesi quattro uomini, anche loro molto giovani, presumibilmente facenti parte della stessa comunità delle vittime. Si sono diretti alle chiuse e uno di loro ha cominciato a indicare agli altri il luogo dove i loro amici, o conoscenti, hanno perso la vita, e ha descritto quanto è accaduto. Forse un passaparola, tra chi era sul posto sabato mattina e chi invece era al lavoro, e della tragedia è venuto a conoscenza solo in un secondo tempo.






