Niente da fare: il Cio ha deciso che ciclocross e corsa campestre non potranno fare parte, almeno per ora, delle Olimpiadi invernali. Ad un anno ormai dal suo insediamento, la presidente Kirsty Coventry, pupilla di Thomas Bach, inizia a dare una direzione allo sport mondiale. Anche fra le polemiche, peraltro: la decisione ad esempio di riammettere alle gare a pieno titolo (bandiera, inno) la Bielorussia, e non la Russia, ha suscitato molti malumori e molte proteste (silenzio dall'Italia). Ma almeno è stato deciso, dopo tante pressioni e tentennamenti, cosa fare dei Giochi olimpici invernali.

Il Comitato Esecutivo del Cio ha escluso infatti la possibilità di includere (alcune) discipline estive nel programma dei prossimi Giochi Invernali, che si terranno sulle Alpi Francesi nel 2030, lasciando aperta però la possibilità di rivedere la decisione in seguito. C'erano state infatti molte pressioni dalle Federazioni internazionali di ciclismo e di atletica per includere nel programma dei Giochi invernali sia il ciclocross che la corsa campestre. Questo per aumentare l'interesse dei tifosi e anche delle tv e nel caso della corsa campestre consentire la partecipazione anche dei Paesi africani, adesso praticamente assenti alle Olimpiadi della neve e del ghiaccio. Ma le Federazioni degli sport invernali si erano opposte con fermezza al cambio di programma.