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10 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:55
Sul finire degli anni Ottanta, quando la boxe italiana era ancora una potenza mondiale, Giuseppe “Pino” Leto si prese il suo pezzo di gloria. Nato e cresciuto tra i vicoli della Vucciria di Palermo, Leto scalò le gerarchie del ring fino a diventare campione europeo dei pesi Superwelter. Per capire il peso di quel traguardo, basti pensare che oggi l’Italia esprime un solo campione EBU. In precedenza Leto aveva vinto il titolo italiano, lo aveva difeso, poi perso, quindi riconquistato e difeso altre due volte. Un vero protagonista di quella decade. Appesi i guantoni al chiodo, Pino non ha mai abbandonato la sua terra. È diventato maestro di strada, insegnando il pugilato ai ragazzi del quartiere per sottrarli alle tentazioni pericolose della criminalità, trasformando la boxe in una sorta di scudo sociale. Oggi però, a 70 anni, il campione sta combattendo un match complicato. Ai segni lasciati da una carriera usurante, si è aggiunto un avversario spietato, un tumore. Leto vive ancora nel cuore della sua Vucciria, in una casa degradata ed è alla ricerca di una sistemazione più consona.
Innanzitutto come sta?







