C’era un parterre autorevolissimo - Fiorello con la moglie, Marco Tardelli, persino il ministro degli esteri Antonio Tajani - ad applaudire Jannik Sinner al debutto al Foro Italico, e il numero 1 del mondo non ha deluso. Congedando in due set (6-3 6-4 in un’ora e 40) su un centrale ‘sold out’ l’austriaco Sebastian Ofner, numero 82 del mondo cui nel 2019 la Volpe aveva riservato più o meno lo stesso trattamento nella finale del Challenger di Ortisei. Altri tempi, altri palcoscenici.
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E decisamente un altro Sinner. Sorridente e rilassato nel riscaldamento, con coach Vagnozzi nei corridoi del Foro a fare da ‘portiere’ ai suoi rigori tirati con la palla da tennis. A suo agio in ‘total black’ (e baffo argentato sulle scarpe) in campo, dove ha vinto piazzando due break chirurgici a inizio di ciascun set - il secondo più lungo anche per l’interruzione di qualche minuto provocata dal malore di uno spettatore - alternando i soliti colpi di maglio a più insidiosi rovesci in back e perfide smorzatine. Armi che gli saranno sicuramente più utili nel prosieguo di un torneo che Jannik è chiamato più che mai a vincere, facilitato dall’assenza di Carlos Alcaraz e motivato dalla ricorrenza dell’ultimo successo italiano al Foro, nel 1976 per merito di Adriano Panatta, già convocato per la premiazione di domenica 13.











