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Nell’informativa dei carabinieri alcune riflessioni che l’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi annotava su un’agenda

“Ho commesso cose brutte”. Scriveva cosìAndrea Sempio, tra il 2018 e il 2019, sulle pagine di un’agenda color marrone a cui avrebbe affidato sfoghi e riflessioni. Alcuni passaggi di quegli scritti ora sono riportati nell’informativa agli atti dell’indagine, chiusa giovedì, che vede indagato il 38enne per l’omicidio di Chiara Poggi.

In alto a destra, sulla prima pagina di quel diario, c’è una data: “Day 1.19/09/19”. Da lì iniziano appunti, pensieri e annotazioni che raccontano una vita tormentata. L’autore, Andrea Sempio, parla di se stesso in terza persona: “Andrea nasce in Italia, in una famiglia normale - racconta - Fin da piccolo è un bambino curioso e sensibile”. Ma il tono della narrazione cambia presto. Nelle pagine successive, alcune delle quali strappate, emergono solitudine e profonda sofferenza: “Ho commesso cose brutte”, annota. E su un foglio A4, quasi fosse una sorta di sfogo o riflessione estemporanea, scrive ancora: “Ne ho passate tante… decisamente. Cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno”. Un disagio profondo, inteso, che affiora anche in una seconda agenda, datata due anni dopo: “Perché so di difendermi se serve. Perché ho visto, subito e fatto cose che… Provate a vivere la metà delle cose che ho vissuto io”. Per gli investigatori quelle pagine descrivono la personalità di un uomo che, per quasi vent’anni, sarebbe stato capace di custodire un segreto inconfessabile. Chi ha letto quegli scritti non ha potuto fare a meno di notare un dettaglio: un improvviso “salto temporale” nel racconto, subito dopo la maturità, cioè l’anno in cui è stata uccisa Chiara Poggi.