-NAPOLI, 09 MAG - Trasportava quasi un chilogrammo di hashish, destinato a essere venduto a prezzi esorbitanti tra le celle, il drone intercettato, abbattuto e sequestrato dalla polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale, a Napoli.

Il velivolo, notato mentre sorvolava l'area dell'istituto penitenziario, ha fatto scattare le contromisure che hanno portato a neutralizzarlo. "Il personale di polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale continua a operare con professionalità, competenza e senso dello stato", commenta l' Uspp, "ma la sola sorveglianza tradizionale non basta più: la camorra fa affari anche in cella e oramai è in atto una guerra hi tech contro la criminalità organizzata, soprattutto laddove i contesti ambientali sono caratterizzati dalla sua storica presenza".

Per il presidente dell' Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio "la frequenza degli episodi e la tipologia del materiale sequestrato appaiano compatibili con dinamiche strutturate e riconducibili al crimine organizzato.

Bisogna difendersi: chiediamo con urgenza l'installazione di sistemi anti droni negli istituti più esposti, uno stanziamento di fondi dedicato alla sicurezza tecnologica delle strutture penitenziarie e un intervento normativo che riconosca lo spazio aereo degli istituti penitenziari come area di sicurezza riservata". "L'oramai crescente fenomeno dei droni - conclude il sindacato - non riguarda solo la sicurezza degli istituti penitenziari ma anche la sicurezza pubblica: la camorra utilizzando queste modalità sta costantemente rafforzando i suoi affari anche all'interno delle carceri.