Quando Alberto Stasi - l’altro giorno, mentre tornava nel carcere di Bollate- ha saputo delle nuove clamorose intercettazioni che riguardano Andrea Sempio, ha avuto «una reazione non di ansia, ma di commozione» come ha spiegato Giada Bocellari, la sua legale. Ed è facile immaginare - ma è impossibile capire veramente fino in fondo - cosa può aver provato tra emozione, agitazione, forse anche rabbia.
Alberto, con gli occhi lucidi e il respiro accelerato, avrà pensato e ripensato a quanto sofferto in questi 18 anni tra accuse, interrogatori, processi, pressioni mediatiche. E, soprattutto, avrà pensato alla sua vita dietro le sbarre dopo la controversa sentenza (arrivata dopo due assoluzioni) del 2015, che ai più non è mai apparsa “oltre ogni ragionevole dubbio”, ma che l’ha fatto diventare, per la legge italiana, l’assassino di Chiara Poggi, la sua fidanzata trovata morta il 13 agosto 2007 a Garlasco. E che l’ha condannato a 16 anni di galera.
GARLASCO, "ALBERTO STASI BASITO": SEMPIO INTERCETTATO, COSA EMERGE SUL VIDEO INTIMO DI CHIARA
"Basito" per le intercettazioni di Andrea Sempio, che in auto parla da solo ammettendo di aver visto il video ...
Stasi è in una cella di Bollate dal 2015 e, dallo scorso aprile, è in regime di semilibertà: può uscire per andare a lavorare e per attività di reinserimento sociale, ma deve tornare a dormire dietro le sbarre. E dovrà farlo fino al 2030 (considerando gli sconti per la buona condotta, però, la sua libertà potrebbe essere anticipata al 2028), in teoria. Ma, forse, non in pratica visto come si sta mettendo l’inchiesta (ieri la chiusura delle indagini) ai danni di Andrea Sempio, ora unico indagato per l’omicidio. Già, Alberto può sperare con sempre più forza nella revisione del suo processo, ma non solo. Anche in una sospensione della pena.







