Pompei roccaforte della pace nel pontificato di papa Leone che segue il solco tracciato da Francesco. Il Pontefice ha rilanciato con forza il suo messaggio di pax, come invoca anche la grande scritta sul Santuario dedicato alla Madonna. Lo ha fatto davanti a 20 mila persone che hanno riempito fin dalle sei del mattino la piazza dedicata a Bartolo Longo, canonizzato da papa Francesco e proclamato santo dal suo successore arrivato da Chicago.
Una «pace messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana» dice Robert Francis Prevost. Il suo messaggio è forte, deciso: «Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore». E ancora: «Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono».
Il Papa, il quinto a visitare il santuario di Pompei, arriva in elicottero alle 8,53 salutato dai rintocchi poderosi delle campane in una piazza dove nessun dettaglio è stato trascurato. Per motivi di sicurezza persino gli ombrelli a punta non pieghevoli vengono sequestrati. Mentre dai tetti delle case Esercito e forze dell’ordine vigilano con i binocoli sulla folla. Leone raggiunge il santuario a bordo di una Golf Card scoperta elettrica. È un tripudio di applausi e di fazzoletti bianchi sventolati ma senza alcun eccesso. L’incontro tra Leone e i fedeli è sobrio, strettamente religioso. «Pace, vogliamo pace in tutto il mondo», dichiara quasi commossa Tanya, ucraina. Sono arrivati da tutta la Campania. C’è anche un gruppo di donne giunto dalla Polonia. «Partecipo sempre alla Supplica, ma è la prima volta con il Papa. È stato stupendo, emozionante» dice Rosa residente a Sant’Antonio Abate. «Siamo felici di avere un Papa molto legato alla nostra Madonna di Pompei» aggiunge Margherita Bianco. In molti sventolano le bandierine dedicate al vescovo di Roma vendute per strada a un euro. Prevost si inginocchia e prega davanti alle spoglie di Bartolo Longo. «Buongiorno Pompei! Grazie per la vostra presenza», il saluto fuoriprogramma all’esterno. «Che bella giornata, quante benedizioni, io mi sento il primo benedetto per poter venire qui, al santuario nel giorno della Supplica e di questo anniversario» ha detto a braccio.











