Intesa Sanpaolo apre il 2026 con numeri che consolidano il suo posizionamento tra le banche europee più redditizie e patrimonializzate anche riguardo la remunerazioni degli azionisti. Nel primo trimestre l'utile netto è salito a 2,76 miliardi, in crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il risultato corrente lordo è cresciuto del 9,7% e il risultato della gestione operativa del 9%.
Ancora più rilevante, nella lettura del mercato, è la conferma della guidance annuale: la banca guidata da Carlo Messina prevede un utile netto 2026 vicino ai 10 miliardi, sostenuto dalla crescita delle commissioni, dall'attività assicurativa e da una struttura dei costi ormai stabilmente sotto controllo. Sul fronte patrimoniale il Cet1 ratio si attesta al 13%, livello ampiamente superiore ai requisiti regolamentari anche dopo avere incorporato dividendi e buyback.
A questo si aggiunge una politica di remunerazione degli azionisti particolarmente aggressiva. «In questo avvio di Piano registriamo il nostro miglior risultato netto trimestrale di sempre, grazie al contributo positivo di tutte le componenti della voce ricavi e la riduzione dei costi», ha dichiarato il ceo Carlo Messina davanti agli analisti, ricordando la mamma appena scomparsa.










