Luis Enrique recentemente ha espresso il desiderio di avere una rosa di «calciatori che possano giocare ovunque», ovvero in ogni posizione. «Immaginate gli avversari...»: quante incertezze avrebbero, a partire dall’impossibilità di preparare la partita. Nel suo Psg questa evoluzione della specie del calciatore si sta già intravedendo. Un giorno gli uomini di Luis Enrique sapranno giocare ovunque, intanto stanno imparando a fare tutto. Attaccare, difendere, gestire le transizioni, comprendere e interpretare i momenti: sono giocatori plastici che si modellano in base a ciò che accade, all’avversario, alla strategia. E ormai godono in questa dimensione totale: vedi Kvaratskhelia che è semplicemente da Pallone d’Oro per come rappresenta questa nuova tipologia di calciatore (6 recuperi, 15 duelli difensivi, 8 dribbling, 4 passaggi chiave, 5 tiri in una sola partita contro il Bayern, con una heat map che copre quasi tutto il campo). Il Psg ci sta dicendo che non esisteranno più gli specialisti perché questo calcio totale e totalizzante potrebbe portare alla loro estinzione. Sopravviveranno i giocatori che si adattano al nuovo habitat.

Certo, ognuno manterrà caratteristiche e virtù precise- il pressing che fa Dembelé, lo può fare solo uno con quella capacità aerobica -, ma nessuna squadra verrà più costruita attorno al singolo. I giocatori specifici che non sono predisposti a tutte le fasi del gioco, anche se fortissimi, non sono più sostenibili. Il caso di Mbappé è emblematico: Luis Enrique provò a renderlo un Dembelé, ma lui non ne volle sapere. E ora il Psg vince e magari rivince la Champions contando su un Pallone d’Oro che corre dietro al pallone mentre il potenziale Pallone d’Oro, Kylian, aspetta che il pallone gli arrivi tra i piedie per questo i tifosi del Real Madrid hanno organizzato una petizione per cacciarlo. La somma dei calciatori totali di Luis Enrique rende il Psg la squadra più evoluta mai vista nel gioco del calcio. Ed è significativo che, a questo apice ideale, ci arrivi il club che ha sperimentato tutti i modelli: la squadra con una stella, la squadra con sole stelle, per arrivare infine alla squadra che è la stella.