Ancora tensione tra Teheran e gli Stati Uniti. Mentre prosegue il gioco delle parte sulla valutazione di proposte per una tregua definitiva e duratura, Washington avrebbe attaccato due petroliere iraniane in Oman. Un "colpetto", così lo ha definito Trump, per convincere il regime degli ayatollah a trattare. Intanto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e la sua omologa britannica, Yvette Cooper, hanno discusso telefonicamente degli "ultimi sviluppi regionali". Anche Londra dunque è parte attiva nelle trattative che potrebbero portare ad un accordo.

Tajani: “Per ora i dragamine vanno nel mar Rosso”

"Abbiamo dato la nostra disponibilità a inviare dragamine nel mar Rosso. Quando ci sarà una missione internazionale verranno trasferiti a Hormuz. Ora è presto. Siamo per un accordo tra Iran e Usa, che possa garantire pace e stabilità". Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Cinque minuti'

Teheran: “Dagli Usa avventurismo sconsiderato evidente a tutti”

"Le conseguenze di questo avventurismo capriccioso e di questo comportamento sconsiderato sono ormai evidenti al mondo intero. I tweet deliranti non hanno più alcun peso sulla realtà". Lo afferma su X Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, dopo che il Centcom ha riferito di aver "neutralizzato due petroliere iraniane nel Golfo dell'Oman". Baghaei ha poi risposto alle frasi del presidente Usa Donald Trump sulla violazione del cessate il fuoco a Hormuz, affermando che eufemismi come "un leggero colpo" non possono "cancellare la vergogna nata da una valutazione errata"