C’è un dettaglio, nella nuova campagna Iliad con Megan Gale, che probabilmente spiega più del mercato delle telecomunicazioni italiane di molte trimestrali. Non è il prezzo dell’offerta. Non è il «per sempre» evocato dal claim. Non è nemmeno la scelta della modella australiana, volto storico di Vodafone fra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. È il fatto che quello spot abbia generato una diffida.
Il caso, a questo punto, può essere letto come una schermaglia pubblicitaria o come un piccolo saggio sui cambiamenti di fedeltà.








