“Ci hanno assolti. La giustizia finalmente ha tenuto conto degli elementi di prova che erano emersi anche in primo grado, quando eravamo stati condannati: le accuse nei nostri confronti erano tutte false. Abbiamo fatto il carcere per nulla. Ora chi paga per quello che abbiamo vissuto?”.
A parlare è Yuri Alviti, uno dei quattro ex responsabili degli Irriducibili Lazio coinvolti nell’inchiesta per la tentata scalata alla Lazio. Erano stati accusati di aver sostenuto, tra il 2005 e il 2006, il gruppo d’acquisto nato all’epoca intorno all’ex bomber biancoceleste Giorgio Chinaglia, provando a indurre il presidente Claudio Lotito a svendere il club a suon di minacce, in cambio dei posti nella futura dirigenza.
Scalata alla Lazio, vent’anni dopo chiesta conferma delle condanne per gli Irriducibili
di Ettore Saladini
Oggi è stata ribaltata la sentenza di primo grado e insieme ad Alviti, sono stati assolti “per non aver commesso il fatto“ anche Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri. I tre ultrà biancocelesti erano stati arrestati insieme a Fabrizio “Diabolik” Piscitelli, che è stato poi ucciso il 7 agosto del 2019, nel parco degli Acquedotti. Adesso Alviti si sfoga con Repubblica: “Era tutta una macchinazione, giustizia è fatta”.






