Se fosse stato per lui avrebbe trascorso la sera del suo compleanno a casa, bevendo un bicchiere di vino, ma Londra è illuminata dal volto di David Attenborough e dalla sua voce, dall’alba dell’8 maggio, così come il mondo lo è da quasi un secolo. E questo non può passare inosservato. Piccadilly Circus lo celebra con un video, mentre sta lì, steso su un prato, rapito dalla meraviglia di un dettaglio della natura che a chiunque altro sfuggirebbe; sui grandi schermi che sovrastano la piazza, David Attenborough studia, esplora, si immerge negli oceani e si fa strada nella giungla; ammira e sorride mente il messaggio di buon compleanno fa il giro anche della BT Tower di Fitzrovia.

Un secolo fa, il mondo sembrava un altro pianeta e chi ne ha testimoniato il cambiamento più veloce ed incontrollabile è stato lui, un ragazzo nato a Isleworth, ovest di Londra, con una dose di curiosità determinante, ma nessuna volontà di “fare lezioni” ad alcuno. Osservare e descrivere il mondo naturale è stata la sua missione usando sempre la via della rassicurazione, pur capace di generare consapevolezza e per questo, ammirazione. In famiglia era il fratello Richard, quello famoso per essere un bravo comunicatore, prima attore e poi produttore cinematografico nella Gran Bretagna che rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale. David, invece, si è imbattuto nel suo destino quasi per caso, entrando nella Bbc nel 1952 come produttore salvo poi essere chiamato in extremis a sostituire, nella conduzione, un presentatore malato. Zoo Quest si occupava di specie rare di animali, David Attenborough ha iniziato a rincorrerli lì, per raccontarceli e, nel tempo, non ha avuto paura di stringere la mano ai cannibali della Nuova Guinea e si è lasciato usare come una poltrona dal gorilla Pablo, in Ruanda. La foto dell’esemplare comodamente appoggiato sul fianco del conduttore della serie, che all’epoca si chiamava Life On Earth, è poi diventata un film, A Gorilla Story. “C’è molto più significato e reciproca comprensione nello scambiarsi uno sguardo con un gorilla che con qualsiasi altro animale che io conosca”, aveva poi raccontato.