GEMONA DEL FRIULI (UDINE) - «Se da un lato è la commemorazione di un evento che ha seminato tanto dolore, dall'altro è un giusto tributo a un popolo che ha dimostrato forza, coraggio, spirito di abnegazione, spirito di resilienza dal giorno dopo. E dal giorno dopo ha iniziato a costruire quello che era stato distrutto. E una nuova vita». È il manifesto finale dei 50 anni di terremoto, quello che Andrea Bocelli, interrotto da un lungo applauso, regala a Gemona e al Friuli. E anche il freddo, per un attimo, se ne va.

Andrea Bocelli, concerto a Gemona a 50 anni dal terremoto in Friuli

Sold out per la serata gemonese con il "tenore pop" più celebre del pianeta. Sedicimila biglietti staccati e un'attesa che non delude, per il concerto inserito nel calendario ufficiale del tour di Andrea Bocelli dedicato ai trent'anni di "Romanza". Una scaletta che rappresenta una garanzia non solo per i fan, ma per tutti coloro che ieri sera hanno affollato l'enorme cortile della storica Caserma Goi-Pantanali. La serata si apre immancabilmente con un omaggio al melodramma tricolore, con la verdiana "Di quella pira" da "Il Trovatore", per un palco infuocato. Bocelli del resto non ha mai nascosto la sua trascinante passione per il repertorio operistico, e ama attingere a piene mani dalle partiture del Cigno di Busseto, con buona pace dei puristi che lo accusano di essere un ibrido stilistico, affondando le critiche su intonazione e dizione. Ma è proprio questo suo essere un po' lirico e un po' pop, la base del suo successo mondiale. Unendo il belcanto all'italiana con le varie forme di musica popolare, tra cui la canzone napoletana e un repertorio leggero d'autore condito di swing, Bocelli infatti non ha rivali. L'Orchestra Filarmonica Italiana a Gemona ha potuto contare sulla bacchetta di Marcello Rota, direttore che accompagna il cantante in tour dagli anni Novanta e che rappresenta una garanzia per le scelte dinamiche di ogni brano e per le coloriture tanto care all'artista.