Una conferenza dello studioso Giovanni Masala racconta ad Amburgo la storia della scoperta della Sardegna da parte di due etnologi amburghesi.
Julius Konietzko ed Arthur Byhan, su incarico e con il sostegno del Museo Etnografico di Amburgo, nella primavera e nell'autunno del 1926 si recarono in Sardegna, all'epoca ancora poco conosciuta.
L'allora Museo Etnografico (oggi Markk) di Amburgo archiviò gran parte degli oggetti sardi di cultura quotidiana e di artigianato artistico raccolti da Byhan e Konietzko; altri oggetti di Konietzko finirono anche nei musei etnologici di Berlino e Basilea e presso collezionisti privati, oppure rimasero di proprietà di Konietzko che commerciava oggetti etnici.
A differenza di Byhan, che acquistava esclusivamente oggetti, Konietzko ha lasciato numerose fotografie di paesaggi e architetture, scene di lavoro domestico e contadino e ritratti di persone. La collezione sarda del Markk è completata da scatti etnografici in studio del fotografo sardo Sebastiano Guiso, acquistati da Konietzko in Sardegna. Sulla base di lettere, foto e scatti di oggetti finora inediti, Giovanni Masala, il 10 maggio con il sostegno dell'istituto italiano di cultura di Amburgo, ricostruisce e commenta nella sede del Museo il viaggio dei due etnologi e il loro rapporto con la Sardegna.






