DA VEDERE. Ha vinto l’Orso d’Oro al FilmFest di Berlino il potente “Yellow Letters” diretto dal talentuoso regista tedesco İlker Çatak, in evidenza già tre anni fa con il pregevole candidato all’Oscar “La sala professori”. Il film riflette sul ruolo dell'arte all'interno dei regimi totalitari attraverso le vicende di una coppia di noti artisti teatrali turchi che cadono improvvisamente in disgrazia per le loro idee non gradite dal governo. Ottimi i protagonisti Özgü Namal e Tansu Biçer, notevole l’ambientazione.

DA EVITARE. Non pago di aver dato vita all’orrendo “L’amore e altre seghe mentali”, Giampaolo Morelli conferma di non essere il Woody Allen italiano propinando al pubblico la sconcertante commedia romantica “L’amore sta bene su tutto”. Narra le vicissitudini sentimentali di tre coppie romane. La sceneggiatura è strampalata come i ragionamenti di Al Bano quando va in Russia e anche quando non ci va, i dialoghi sembrano scritti da un reduce da una notte di bagordi sul lago di Bracciano, l’onnipresente Paolo Calabresi sembra come al solito capitato sul set per caso. Momenti top: il duo Frank e Milly canta persino peggio dei Jalisse ma piace al Papa, il loro manager si ubriaca per amore quando loro cantano davanti al Santo Padre e scatena una rissa, il placido profugo ghanese prima si cimenta in cucina dando fuoco alla casa che lo ospita e poi viene arrestato per terrorismo, la figlia della politica vende le mutandine su internet. Non mancano scene strappalacrime imbarazzanti alla “C’è posta per te” su Canale 5. Dura 96 minuti, percepiti 160