L'impegno per la pace, commenti bollati come 'sovversivi', una piece a teatro giudicata inadatta per il momento politico in Turchia.

Basta questo perché tutte le porte all'improvviso si chiudano davanti alla coppia protagonista in Yellow letters di Ilker Çatak (già candidato all'Oscar per il miglior film internazionale nel 2024 per La sala professori) il dramma famigliare e sociale, con due straordinari interpreti, Ozgu Namal e Tansu Bicer, che ha vinto l'Orso d'oro alla Berlinale 2026, ed è in arrivo nelle sale italiane il 30 aprile con Lucky Red, di cui l'ANSA propone una clip in anteprima.

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Yellow Letters di Ilker Catak, UNA CLIP IN ESCLUSIVA

Per quanto la storia sia ambientata in Turchia, Catak, classe 1984, nato a Berlino a cresciuto a Istanbul, ha deciso di girare in Germania, utilizzando la capitale tedesca per rappresentare Ankara e Amburgo per Istanbul. Una sovrapposizione che sottolinea ancora di più quanto la storia sia attuale e come i diritti fondamentali vengano sempre più messi in discussione in varie parti del mondo. "Questo è un film che parla in modo molto chiaro del linguaggio politico del totalitarismo, in contrapposizione al linguaggio empatico del cinema - ha spiegato Wim Wenders, presidente di giuria alla Berlinale, annunciando l'Orso d'oro -. Ci mostra una famiglia osservata molto a fondo mentre subisce la pressione dalla politica. Ci ha fatto venire i brividi". Per Wenders Yellow letters è "una terrificante premonizione, uno sguardo su un futuro prossimo che potrebbe realizzarsi anche nei nostri Paesi. È entrato sotto la pelle di tutti noi che vediamo i segni del dispotismo nel nostro Paese o nel nostro quartiere". Catak infatti immerge gli spettatori nel cataclisma interiore, famigliare e professionale che affrontano Aziz (Bicer) docente universitario e stimato drammaturgo, e sua moglie Derya (Namal) , grande attrice molto amata dal pubblico anche per le partecipazioni in passato a vari serial. Genitori di una figlia teenager, vivono ad Ankara, condividendo la passione per le battaglie civili e politiche, al centro anche delle pièce che creano e portano in scena.