L’offerta pubblica di scambio (Ops) di Unicredit su Commerzbank «sottovaluta» l’istituto tedesco. Si basa su presupposti per le sinergie «non realistici». Durante la presentazione dei conti trimestrali, l’amministratrice delegata della banca di Francoforte, Bettina Orlopp, sottolinea il suo punto di vista sulla scalata di Piazza Gae Aulenti. Le cui «narrazioni» sono «fuorvianti e sminuiscono la nostra valutazione», mette l’accento la ceo.

Il piano del gruppo guidato da Andrea Orcel «rimane vago e presenta notevoli rischi di esecuzione. Unicredit chiede di accettare un esito altamente incerto e di rinunciare a un potenziale di crescita e al controllo senza alcun premio», è la linea di Commerzbank indirizzata ai suoi azionisti. Riguardo alcuni target presentati da Unicredit, per l’istituto tedesco la riduzione delle attività ponderate per il rischio (Rwa) implicherebbe una perdita di ricavi di oltre un miliardo.

“Taglio di un quarto della forza lavoro”

Secondo le sue stime, le misure presentate dalla banca italiane richiederebbero investimenti da oltre 4,2 miliardi, mentre il piano comporterebbe un taglio di 7.000 posti (pari a «circa un quarto della forza lavoro») di lavoro per avere risparmi da 800 milioni, e altri tremila o quattromila esuberi per le sinergie di costo aggiuntive da altri 800 milioni previste.