Nintendo ha in canna l’aumento dei prezzi della sua console di punta, la Switch 2. Una scelta, quella dell’azienda giapponese di videogiochi, che arriva dopo la previsione di un calo delle vendite a livello globale. I motivi sono sotto gli occhi di tutti: incrementi dei costi dei chip per la memoria – che rientrano nella parte della componentistica informatica, di fatto –, trainati dalla crescita dei data center per l’intelligenza artificiale e «cambiamenti delle condizioni di mercato» (su cui impattano i dazi statunitensi), come riferisce la stessa Nintendo.
L’aumento dei prezzi della console: da quando
Fattori che stanno colpendo l’intero settore – non ne scappa neanche la concorrente Sony – e che, soprattutto, pesano sulle stime di vendita della Switch 2 nel corso dell’anno fiscale (che dura fino al 31 marzo 2027). Venerdì 8 maggio, infatti, il colosso di Kyoto ha alzato il velo sui numeri: 16,5 milioni di unità. Cifra più bassa delle circa 19,9 milioni vendute nell’anno fiscale appena trascorso.
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E così si arriva agli annunci. Negli Stati Uniti il prezzo della Switch 2 – lanciata a giugno dell’anno scorso –aumenterà di 50 dollari. E passa così da 449,99 a 499,99 dollari a partire dal primo settembre di quest’anno. In Giappone, invece, il salto è da 49,980 a 59.980 yen, a partire dal 25 maggio. Gli incrementi sono previsti anche in Canada e in Europa (in versione standard, la console dovrebbe aumentare di 30 euro rispetto all’attuale prezzo di listino).











