Il successo della console Switch 2 spinge Nintendo verso risultati record, ma l'azienda giapponese dei videogochi avverte si rischi di una carenza globale di chip di memoria, aggravata dalla corsa all'hardware per l'intelligenza artificiale, che fanno lievitare i costi di produzione.
Nei nove mesi conclusi a dicembre l'utile netto è balzato del 51,3% a 358,9 miliardi di yen, equivalenti e 1,95 miliardi di euro, mentre il fatturato è quasi raddoppiato a 1.910 miliardi di yen.
La console, lanciata lo scorso giugno, si è imposta con 17,4 milioni di unità distribuite nel periodo di riferimento, e una crescita sostenuta anche durante le festività natalizie.
Intanto la Switch originale ha superato quota 155,37 milioni di unità vendute, diventando l'hardware più venduto nella storia Nintendo. Nonostante lo slancio, l'azienda con sede a Kyoto mantiene un approccio cauto: conferma l'obiettivo annuale di 19 milioni di unità e prevede un utile netto di 350 miliardi di yen entro marzo, ben al di sotto dei risultati già conseguiti nei primi tre trimestri. Le possibili restrizioni sui chip, secondo gli analisti, inoltre, non fanno escludere aumenti di prezzo nel 2026. A complicare il quadro, un calendario di uscite dei titoli dei videoigiochi meno denso nei prossimi mesi; a questo riguardo l'azienda intende continuare a diversificare con parchi a tema e produzioni cinematografiche.









