Le Penne nere tornano nel capoluogo ligure dopo venticinque anni dal raduno del 2001

Un bacio tra “penne nere” davanti alla fontana di piazza De Ferrari a Genova (foto Zeggio)

Un’invasione di pace. Certo chiassosa, a tratti anche bizzarra, pure fastidiosa se misurata con la proverbiale sobrietà dei genovesi chiamata a fare da cornice. Una marea con i toni autentici della pace, però, e dell’impegno civile, a dispetto del Dna militare con cui il corpo è nato e ha combattuto al fronte negli anni che furono.

L’Adunata degli alpini sarà questo, venticinque anni dopo l’ultima volta a Genova nel 2001, per il sesto raduno in Liguria di una serie iniziata nel 1931 e proseguita nel 1952, nel 1963 e nel 1980. Sarà un’occasione per la città, che sfilerà insieme alle novantamila penne nere in parata, davanti alle telecamere in diretta su Rai 3, e si moltiplicherà in milioni di foto social e ricordi in carne e ossa, mettendo in mostra di fronte all’Italia intera le sue meraviglie, meglio se con la complicità del meteo, e la sua capacità di accoglienza.

Ma Genova non sarà solo vetrina. Le adunate, nate nel 1920 per commemorare i caduti della Prima guerra mondiale, rappresentano una delle più grandi e coinvolgenti manifestazioni popolari italiane, con numeri paragonabili ai più grandi eventi sportivi o religiosi.