Saranno i primi a stringere le mani di papa Leone XIV al suo ingresso nel Santuario di Pompei. Alle nove il Pontefice americano ascolterà la storia di Tommaso e Pina, dalla loro voce. Prendendo in braccio la piccola Maria per benedirla, la bambina di quattro anni che la coppia ha adottato quando aveva pochi mesi. «Ha una patologia gravissima, quando è arrivata nella nostra casa famiglia i medici del Policlinico ci hanno detto che non avrebbe festeggiato il primo compleanno, invece è andata diversamente. I suoi genitori sono straordinari», racconta Roberta Cretella, responsabile di una delle cinque strutture di accoglienza del Santuario.

Poi la testimonianza di Serena, una mamma che ha avuto la possibilità di riunirsi alla figlia dopo la decisione dei magistrati di affidare la neonata in un’altra casa famiglia. E quella di un’ex clochard sulla sedia a rotelle, vissuta per anni nella stazione di piazza Garibaldi, finché anche a lei i volontari del Santuario hanno cambiato la vita. Roberta Cretella e gli altri protagonisti del mondo di solidarietà, cuore delle attività del Santuario, sono il suo primo incontro ufficiale. Una macchina organizzativa ben rodata, Leone è il quinto papa a Pompei. «Ricordo l’emozione quando arrivo Francesco, sembrava amico di tutti», dice suor Isabella.