(dell'inviata Mauretta Capuano) Un cervo di origami sospeso rappresenta l'Ucraina alla Biennale d'Arte di Venezia: simboleggia lo stato di insicurezza e il futuro ignoto del popolo ucraino.
Resterà appeso su un camion ai Giardini per tutta la durata della 61/a Esposizione, mentre il suo lungo viaggio da Pokrovsk, nella regione di Donetsk, alla laguna è documentato in una serie di video del Progetto Security Guarantees ('Garanzie di Sicurezza') al centro del Padiglione ucraino aperto ufficialmente oggi nel pre-opening su invito all'Arsenale.
Intorno alle pareti foto e documenti tra cui il Memorandum di Budapest.
"Quando ho creato questa scultura, lavoravo nella città di Pokrovsk. In quel momento il fronte si trovava a 38 chilometri di distanza. Era il 2019. Oggi la città è quasi completamente occupata e distrutta. La scultura è stata salvata nel 2024. Non avrei mai potuto immaginare che sarebbe arrivata alla Biennale di Venezia, perché l'avevo concepita come un'opera permanente.
Ora, dopo aver percorso seimila chilometri, racconta prima di tutto la storia di milioni di ucraini che sono stati costretti a lasciare la loro casa, a partire in cerca di un'altra vita, proprio come questo cervo, che oggi si trova in una condizione sospesa" racconta all'ANSA l'artista che firma l'opera, Zhanna Kadyrova, che indossa un giubbotto di sicurezza arancione.











