VENEZIA - Il cartoncino di invito celestino. L’intestazione scritta in inglese: 61st International Art Exhibition La Biennale di Venezia - Russian Pavilion. Il titolo dell’opera: The Tree is Rooted in the Sky, l’albero è radicato nel cielo. E poi la data dell’inaugurazione: mercoledì 6 maggio alle 17. E così, mentre la partecipazione della Federazione Russa alla Biennale Arte continua a tenere banco, con il verbale dell’ispezione in laguna che gli ispettori del ministero della Cultura invieranno oggi a Palazzo Chigi, ecco che il Padiglione di Putin è pronto ad aprire le porte. Succederà solo per i quattro giorni della preapertura della Biennale, da domani a venerdì, come peraltro la Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco ha spiegato agli ispettori, e dunque saranno eventi quasi privati. Ma il programma è pronto: da domani alle 10 fino a venerdì sera si alterneranno l’Ensemble Toloka e l’Ensemble Intrada, dj Diaki, il collettivo Phurpa e Alexey Khovalyg, tanto per citare alcuni dei trenta protagonisti delle performance che coinvolgeranno anche artisti provenienti da Argentina, Brasile, Mali, Messico.

Fuori dai cancelli, però, le proteste: mercoledì dalle 10 alle 13 ci sarà “Dai margini dell'Impero alla laguna aperta. Nomi. Volti. Voci”, un'iniziativa organizzata «per rendere visibili artisti e artiste dei popoli indigeni e colonizzati della Federazione russa», organizzata da Arts Against Aggression, Memorial Italia, League of Free Nations. Sabato, quando ci sarà l’apertura al pubblico, a manifestare contro la presenza di Mosca saranno Europa Radicale, Radicali Venezia e altre associazioni, mentre per venerdì è prevista una mobilitazione contro «il Padiglione Genocidio» di Israele da parte del collettivo Art Not Genocide Alliance.