L'incompatibilità del gup del tribunale di Caltanissetta ha fatto saltare l'intero processo celebrato con rito abbreviato contro la mafia di Gela. La Corte d'appello nissena ha annullato 35 condanne, e il rischio che bisognerà ripartire da zero per 25 imputati che hanno scelto il rito ordinario - che si celebra dinanzi al tribunale di Gela - è dietro l'angolo.
Si tratta del procedimento "Ianus" scaturito da una mega inchiesta della polizia - coordinata dalla procura antimafia di Caltanissetta - con la quale sono state bloccate le famiglie Emmanuello e Rinzivillo che si sono suddivisi i compiti per lo spaccio di sostanze stupefacenti e si rifornivano a Catania, da alcuni santapaoliani, e in Calabria. Un’inchiesta che è passata al vaglio del tribunale del Riesame di Caltanissetta e tra i componenti c'era anche la giudice che poi è stata chiamata a presiedere l'udienza preliminare. La magistrata, dopo che è stata sollevata dagli avvocati l'incompatibilità, ha inoltrato istanza al presidente del tribunale di Caltanissetta che l'ha rigettata. Così il procedimento con il rito ordinario per 43 persone (8 sono state assolte) è andato avanti fino alla sentenza dello scorso luglio. In appello tutto è cambiato. La Corte ha accolto la richiesta dei difensori e annullato tutto trasmettendo gli atti al gip. Molti imputati quindi potranno tornare liberi.













