Se nemmeno quest'anno Khvicha Kvaratskhelia vincerà il Pallone d'oro (é stato candidato nel 2023 e nel 2025, piazzandosi 17/o e 12/o) dovrà prendersela con lo scarso appeal della sua nazionale, la Georgia, solo 72ma nel ranking Fifa ed assente al prossimo Mondiale.

Conquistando la seconda Champions di fila si candida tra i favoriti, ma certo se avesse avuto la vetrina iridata - dove si metteranno in mostra concorrenti come Yamal, Mbappé e Haaland - sarebbe stato più semplice vincere l'ambito trofeo personale.

Kvaratskhelia

L'ala del Paris Saint Germain - nato a Tbilisi 25 anni fa, un talentuoso fratello 16enne, Tornike, che gioca nel suo stesso ruolo - le stigmate del fuoriclasse le ha tutte, come avevano ben presto capito a Napoli quando, con un'investitura pesante, era stato ribattezzato 'Kvaradona'. Determinante il contributo di 'Kvara' si é dimostrato anche nella semifinale di Champions contro il Bayern Monaco: due reti all'andata, un impegno costante lungo tutta la fascia nel ritorno. Da giocatore polivalente, capace di ricoprire più ruoli. Pronto a dare una mano ai compagni della difesa, come Luis Enrique pretende nella sua concezione di calcio. Lo ha confermato lo stesso Kvaratskhelia, dopo l'eliminazione dei bavaresi: "L'allenatore mi ha detto che se non avessi corso sarei andato in panchina. Bisogna aiutare i difensori e anche se non hai energia devi trovarla e tornare indietro". E lui ha corso, onnipresente, come nell'azione che ha portato al gol Dembelé all'Allianz Arena.