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7 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:38
Shell aumenta i propri utili grazie alla guerra in Medioriente. Lo annuncia lo stesso colosso energetico britannico andando oltre le attese, considerando che il 20% della sua produzione di petrolio e gas proviene proprio dall’area al centro del conflitto. Nel primo trimestre 2026 Shell ha registrato una crescita degli utili netti del 19%: 5,69 miliardi di dollari contro i 4,78 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. A favorire la crescita ci sono i prezzi di petrolio e gas che sono schizzati alle stelle dopo lo scoppio delle tensioni in Iran.
Anche i ricavi totali hanno registrato un lieve rialzo rispetto ai 66,7 miliardi del quarto trimestre 2025: si attestano ora a circa 70 miliardi su base annua. Da quando Teheran ha bloccato quasi del tutto lo stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio è passato nel trimestre da circa 72 dollari al barile a oltre 100 dollari in alcuni giorni. Per l’amministratore delegato di Shell, Wael Sawan, la crescita è dovuta alla “attenzione costante alle performance operative in un trimestre segnato da perturbazioni senza precedenti nei mercati energetici globali”. Grazie agli ottimi risultati la compagnia ha anche premiato i propri azionisti, annunciato il riacquisto di azioni proprie per un valore di 3 miliardi di dollari e un aumento del dividendo.








