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L'amministrazione americana è ottimista, più scettica Tel Aviv. Parecchi dettagli controversi
È molto dubbio se si arriverà alla firma della paginetta in 14 punti che i pakistani sventolano felici senza che tuttavia ancora l'Iran ne abbia nemmeno certificato la lettura. Ancora nessuno neppure negli Usa ne conferma appieno i contenuti. E se già Mojtaba Khamenei dovesse dare dal letto di dolore (così sembra) il suo assenso, si prevede un mese intero di discussione, e qualcosa già non torna. Difficile immaginare che Trump affiderebbe all'Onu nelle sembianze dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) il controllo dei risultati di uno dei punti più importanti, l'eliminazione del pericolo atomico iraniano, che ha ripetuto mille volte. Eppure ieri Trump ha lanciato un messaggio nuovo affermando che con molto ottimismo gli pareva si fosse arrivati a un possibile accordo. Poco prima, Rubio aveva detto che l'impresa bellica era conclusa, ma proclamando la vittoria militare: "Non una nave, non un aereo, non un'industria rimasti nelle sue mani".






