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I riformisti dem in agitazione. Verini: "Sottovalutata l'uscita della Madia, ci offende"
Il giorno dopo le parole della segretaria del Pd, Elly Schlein - "Il Pd è un partito plurale e inclusivo" - nei palazzi della politica il malessere del mondo riformista del Nazareno non sembra essere rientrato. Un malessere che si può racchiudere in una battuta di un parlamentare non certamente ortodosso: "Sapete qual è il problema? Che al Nazareno non sono ai sottosegretari ma alla crisi del governo Schlein 1". Affermazione più che esplicativa di quanto sia proiettata in avanti l'azione della segretaria del Nazareno. E mentre "Elly" si muove già da presidente del Consiglio in pectore, non perdendo di vista i compagni di viaggio, alcuni compagni di viaggio continuano a disperarsi. A loro avviso l'uscita di Marianna Madia è stata sottovalutata o al più considerata una mera questione ascrivibile alle liste elettorali delle politiche del 2027. Restano, dunque, in calce le parole di Walter Verini, senatore democratico, che è stato molto netto nei minuti successivi all'addio della ex ministra: "Chi riduce queste scelte - dolorose - a mercanteggiamento di posti non è solo offensivo, ma ha una visione della politica molto triste e limitata, pari a quella di chi, nel Pd, ha esultato per la scelta di Madia, auspicando altri allontanamenti". Verini, oggi senatore della Repubblica, ha già fatto sapere alla segretaria del Nazareno che considera terminata la sua esperienza parlamentare. Non ne fa una questione di posti ma di postura del partito di via Sant'Andrea delle Fratte: "Continuerò a occuparmi di politica come ho sempre fatto dal Pci in poi: da militante della sinistra riformista. Insomma, mi batto per le idee, non per i posti. E come me certamente tanti altri. Vorrei se ne tenesse conto. Sbaglierebbe, chi non lo facesse".






