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Bignami, Filini e Kelany: "Chiarire i legami tra Ascari e Hannoun". Un caso la cacciata del "Giornale"
Il caso sollevato da Il Giornale sui rapporti opachi tra il Movimento 5 Stelle e i filo Hamas torna da dove è iniziato: in Parlamento. Perché proprio lì martedì sono stati visti nuovamente, grazie all'iniziativa della deputata pentastellata Stefania Ascari, esponenti del cosiddetto mondo pro Pal che nulla dovrebbero aver a che fare con i luoghi della democrazia per eccellenza. Tra loro c'era anche Sulaiman Hijazi, storico braccio destro di Mohammad Hannoun, in carcere in regime di massima sicurezza perché considerato il capo della cupola di Hamas in Italia.
Per questo Fratelli d'Italia, con il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami e i due deputati Sara Kelany (in prima linea da sempre nel contrasto dell'islam radicale) e Francesco Filini, hanno intrapreso una doppia iniziativa: sia un'interrogazione parlamentare a risposta orale al ministro dell'interno Matteo Piantedosi, che una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana. Nella prima si fa presente al titolare del Viminale che la deputata del M5S "ha promosso una conferenza stampa dal titolo "Made in Italy per l'industria del genocidio. L'iniziativa è stata organizzata con la collaborazione dei Giovani palestinesi d'Italia, ramo giovanile dell'Associazione dei Palestinesi in Italia, il cui presidente era Mohammed Hannoun". E hanno sottolineato come "non è la prima volta che l'onorevole Ascari invita alla Camera Hijazi, indagato nell'inchiesta "Domino", e che ad una giornalista de Il Giornale, che aveva fatto formale richiesta di accredito, è stato impedito l'accesso alla conferenza stampa per svolgere il suo lavoro". Per questo chiedono "se i soggetti indicati presentino profili di pericolosità sociale e quali iniziative il governo intenda intraprendere per evitare infiltrazioni all'interno delle istituzioni democratiche di soggetti con presunti legami con gruppi fondamentalisti e terroristici di matrice islamista".






