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Dai discorsi captati emerge un profilo inquieto, simile all'"Andreas" nei forum
Chissà se basterà la perizia "personologica" annunciata dai suoi difensori per capire davvero cosa si muova nella testa di Andrea Sempio. La svolta senza precedenti nelle indagini sul delitto di Garlasco, basata soprattutto sulle intercettazioni ambientali nell'auto, solleva un primo, inevitabile interrogativo: cosa spingeva nell'aprile 2025 Sempio a parlare da solo, nella sua Panda, raccontando i dettagli del delitto di cui da un mese era tornato ad essere accusato, dopo il proscioglimento di dieci anni fa? E cosa lo spingeva a raccontare a se stesso i dettagli che ora lo incastrano, e che invece nelle sue innumerevoli dichiarazioni pubbliche negava ripetutamente?
In attesa della risposta, due dati sono certi. La prima: l'abitudine di parlare da solo Sempio l'ha sempre avuta, soprattutto quando guida, e agli atti dell'inchiesta ci sono registrazioni sconcertanti dei suoi soliloqui, dove emerge una visione del mondo, del sesso, dei rapporti tra gli esseri umani. La seconda: c'è una continuità, nei concetti e persino nel linguaggio, tra il Sempio dei soliloqui e Andreas, il nickname con cui Sempio navigava sul blog "Seduttori italiani", ritrovo dei cosiddetti "celibi involontari" inanellando opinioni altrettanto sconcertanti sul sesso e sulle donne. Costante è persino la costruzione sintattica, con Sempio che, anche quando parla con il web, sembra sempre parlare con se stesso. Non cerca mai un cenno di risposta. È la stessa sintassi degli audio che ieri gli sono stati contestati nell'interrogatorio a Pavia.






