A Santa Croce Camerina, nel Ragusano, l’agricoltura incontra la produzione di energia rinnovabile dentro una serra. È stato completato in contrada Pantano il primo impianto agrivoltaico in Italia basato sulla tecnologia Serra Archimede®, realizzato da Bee srl e progettato dal Gruppo Regran e finanziato da Banca Agricola Popolare di Sicilia con un investimento da 1,1 milioni di euro. L’operazione segna il debutto operativo di un modello che prova a tenere insieme due esigenze decisive per il comparto agricolo: produrre colture di qualità e, nello stesso tempo, generare energia pulita sul medesimo terreno. Una risposta industriale a un contesto segnato da costi energetici instabili, tensioni sui mercati, difficoltà di approvvigionamento e necessità crescente di rendere più solidi i bilanci delle imprese agricole.
Il modello: energia e colture nello stesso spazio
La Serra Archimede® utilizza moduli fotovoltaici bifacciali fissi installati sulla struttura della serra. La luce solare viene così impiegata sia per la fotosintesi delle colture sia per la produzione di energia elettrica, destinata all’autoconsumo o alla vendita. Il punto centrale del progetto è che l’impianto non sottrae suolo alla produzione agricola. La struttura è progettata per essere reversibile e non invasiva, preservando l’integrità del terreno e rafforzando la redditività delle aziende. È un passaggio particolarmente rilevante nella cosiddetta fascia trasformata ragusana, uno dei distretti agricoli più importanti della Sicilia, dove il tema dell’efficienza energetica pesa direttamente sulla competitività delle imprese. La validità del sistema è stata testata dall’Università di Catania su produzioni di pomodoro. Secondo quanto comunicato dalle aziende coinvolte, i risultati attestano livelli di produttività agricola paragonabili a quelli delle serre tradizionali.








