L'ultimo segnale arrivato dalla Cina è solo la conferma. La startup unicorno di robotica Linkerbot, leader mondiale nelle mani robotiche per umanoidi, punta a una valutazione di 6 miliardi di dollari nel prossimo round di finanziamento, il doppio rispetto al round appena concluso.
Dopo solo due anni di vita conta tra i suoi più importanti investitori colossi come Alibaba, Ant Group e HongShan Group, spin-off di Sequoia. E anche il fondo statale Zhongguancun Science Park Fund, Bank of China Asset Management e Fosun Capital hanno partecipato all'ultima raccolta per puntare alla società con oltre l'80% della quota di mercato globale nel settore delle mani robotiche ad alto grado di libertà (DoF). La previsione è ancora più ambiziosa visto che prevede di incrementare «presto» la produzione fino a 10.000 unità al mese, il doppio di oggi. Ma è solo l’ultimo segnale della spinta aumentata notevolmente quest'anno, dopo che aziende leader come Unitree hanno dimostrato progressi straordinari durante una performance tv molto seguita e in occasione della mezza maratona di robot umanoidi di Pechino il mese scorso.
Ora Unitree punta a quotarsi a Shanghai con una valutazione fino a 7 miliardi di dollari. E allora è qui che guarda Pictet Asset Management, alle potenzialità di un mercato capace di spingere la produttività e di compensare un problema sempre più sentito in certi continenti, la scarsa crescita demografica. Del resto, i dati manifatturieri internazionali dicono che l’aumento della densità di robot contribuisce per lo 0,4% alla crescita annua del Pil. Altrettanto importante per la crescita economica, secondo l’analisi, è il fatto che l’IA, a differenza di altre innovazioni come l’elettricità o Internet, è destinata a evitare un lungo periodo di “J-curve”, quella fase in cui gli investimenti in capitale su un’innovazione crescono senza ancora generare ritorni.






