Poco prima delle 10 di mattina Andrea Sempio varca l'ingresso della Procura di Pavia e la trama pare già scritta. Ha preannunciato la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere, la permanenza davanti ai pm che l'hanno convocato per l'interrogatorio si prevede breve e soltanto una formalità. Ma il portone sul retro del palazzo di giustizia si aprirà solo quattro ore dopo, con lui alla guida della sua Panda verde. I pubblici ministeri gli hanno contestato, punto per punto e in modo analitico, tutti gli elementi di accusa su cui si fonda l'inchiesta sull'omicidio aggravato di Chiara Poggi che lo vede indagato. Intercettazioni comprese, a cominciare da quella nella quale, parlando da solo in auto, avrebbe detto di avere chiamato la giovane prima del delitto, tentando un approccio seccamente rifiutato: «Non ci voglio parlare con te», ha risposto lei agganciando il telefono.
Ieri a Sempio è stata presentato una sorta di 415 bis anticipato, un avviso di chiusura indagini che gli verrà notificato a ore. Il capitolo captazioni, dettagliate nelle 180 pagine di informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano che gli sono state lette, è corposo. I brogliacci racconterebbero una storia diversa rispetto alla sua verità. «Ho visto il video di Chiara e Alberto», rivela riferendosi ai filmini intimi custoditi nel computer della vittima che avrebbe scaricato in una chiavetta. Il 14 aprile 2025, quando ha appreso da un mese di essere di nuovo indagato, Sempio è in macchina e parla da solo, una cimice registra tutto. Ha messo a verbale e sempre ripetuto di avere chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c'era Marco, una conversazione di pochi secondi con Chiara chiedendo quando sarebbe tornato il fratello in vacanza in montagna. In realtà, secondo gli investigatori, le frasi registrate dalla microspia (anticipate dal Tg1) svelerebbero ben altro. «Lei ha detto: "Non ci voglio parlare con te"», dice imitando una voce femminile. E ancora: «Era tipo io gli ho detto "riusciamo a vederci?"». E poi «imitando voce femminile», aggiunge: «Lei mi ha messo giù il telefono. Ah ecco che fai la dura (ride) ma io non l'ho mai vista in questo modo, l'interesse non era reciproco, ca..o. Lei dice "non l'ho più trovato" il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video». Insiste: «Anche lui lo sa, perché ho visto dal suo cellulare. Io ce l'ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un ca..o».










