Il tema della valutazione di impatto dei progetti culturali oggi è particolarmente rilevante e, da diversi anni, ha assunto una propria centralità. Uscito dall’ambito strettamente accademico, si è affermato come componente fondamentale delle politiche che integrano sostenibilità, sviluppo e innovazione. Emblematico, in questo senso, è il richiamo formulato nel 2024 dalla Consiglio di Stato al Ministero della Cultura nella riforma organizzativa voluta da Gennaro Sangiuliano e conclusa da Alessandro Giuli; mancavano, infatti, studi specifici sulla valutazione di impatto dei musei statali, mentre la relazione accompagnatoria si limitava a riportare dati sugli introiti e sul numero di visitatori.
Nel 2025, sia l’Assemblea nazionale di ICOM a Brescia sia l’edizione di LuBeC a Lucca, hanno posto al centro dei rispettivi programmi il tema della valutazione di impatto e la necessità di costruire una nuova grammatica dello sviluppo. In questo quadro si inserisce la pubblicazione online della versione definitiva di SoPhia Impact, il portale open access dedicato alla valutazione dell’impatto dei progetti culturali attraverso un percorso guidato e semplificato, realizzato grazie al contributo della Fondazione CHANGES per circa 100 mila euro. Il metodo di valutazione adottato dalla piattaforma deriva, tuttavia, da un progetto europeo più ampio, sviluppato grazie a un finanziamento di 1,5 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon 2020 e dal lavoro di un consorzio internazionale coordinato scientificamente dall’Università degli Studi Roma Tre, con la partecipazione di istituzioni di primo piano quali la National Technical University of Athens (Grecia), Interarts (Spagna), la European Museum Academy (Paesi Bassi), Educult (Germania), l’Institute of Art, Design and Technology (Irlanda) e l’Institute for Development and International Relations (Croazia).







